pezzo unico · non replicabile
Era un pino. Cresciuto sul bordo di una scogliera marchigiana,
piegato dal vento di tramontana per quarant'anni almeno.
A un certo punto — un inverno, una mareggiata, nessuno lo sa — è caduto in acqua.
Il mare Adriatico lo ha preso e non lo ha più lasciato andare.
Per anni ha galleggiato e affondato e galleggiato ancora.
Il sale è entrato nelle crepe. Il sole ha sbiancato le cime.
L'acqua ha levigato gli spigoli e lasciato rugose le vene più dure.
Un settembre ventoso lo ha depositato a riva, sotto la Torre di Cerrano,
come se avesse finito il suo viaggio.
Come Dafne, che smise di correre quando divenne albero.
Lui ha fatto il contrario — era albero, ed è diventato qualcos'altro.
Non sai ancora cosa.
Non ne esiste un secondo. Il mare non rifà due volte lo stesso pezzo.
Imballata con cura. Spedita entro pochi giorni, con tracking.
Quanti oggetti produciamo e accumuliamo
e soprattutto, che valore hanno per noi?